giovedì 28 agosto 2014

DACCI UN TAGLIO !!





2013 un anno difficile per i salumi italiani … questo è il titolo del comunicato stampa dell’ ASSICA (associazione industriale delle carni e dei salumi) pubblicato il 16 giugno 2014.
Nell’articolo che  ho citato si fa un ampia analisi della stagnazione dei consumi da parte delle famiglie Italiane e che l’unico sbocco per i produttori del settore sia quello di aprire od ampliare i mercati esteri…
Giusto!! Ammesso che non capitino imprevisti come l’embargo da parte della Russia verso i prodotti alimentari UE.
Molto spesso si guarda fuori ma non si cerca la soluzione in casa  dove il mercato della salumeria da taglio è in deciso incremento.
Molti commenteranno ma se le salumerie ed i negozi di alimentari stanno chiudendo come fai ad affermare una cosa del genere?
Chiude chi non si differenzia chi non si oppone con le giuste strategie alla grande distribuzione… ma vediamo in dettaglio alcuni numeri, no!! Non vi spaventate soltanto poche cifre utili per argomentare il discorso.
Uno studio della NIELSEN ( no non è quella dei saponi dei piatti) ha calcolato che Il mercato nazionale della vendita dei salumi al consumatore finale vale circa 6,8 miliardi…. Una bella cifretta.
Questa cifra appartiene per un 64% alla grande distribuzione e per il restante 36% ai negozi tradizionali (normal trade), con un rapido calcolo vediamo che 2.5 miliardi vanno al mercato dei negozi tradizionali.
Questi dati però vanno “ripuliti ”togliendo il valore dei salumi da asporto preconfezionati e lasciando soltanto gli importi del servizio al taglio fatto al banco.
4,8 miliardi è il valore è il valore “ripulito” ma qui c’è una sorpresa!! La suddivisione del mercato pesa in maniera diversa… il 51% va alla grande distribuzione ed il 49% ai negozi tradizionali
 -salumerie, alimentari, macellerie- la cosa comincia a farsi decisamente più interessante.




Cifre interessanti ma è importante conoscere i nostri clienti, do per scontato che chi sta leggendo sia un imprenditore che voglia che il suo negozio rimanga aperto e prosperi e che fa parte della categoria di quelli che si differenziano e non propongono al proprio cliente gli stessi prodotti del supermercato o del concorrente che si trova a 2 vetrine più in la e gli fa guerra sul prezzo.
Quindi conosciamo i nostri clienti o meglio conosciamo i clienti che ci interessano…. Gli Altospendenti
che rappresentano il 20% della popolazione Italiana, hanno tra i 35 ed 55 anni, utilizzano il web e sono informati sui prodotti che consumano e vogliono conoscerne la storia, possono avere anche un reddito inferiore alla media ma acquistano comunque prodotti di qualità, generalmente preferiscono negozi legati alla tradizione e sono disposti a pagare un premium price (prezzo più alto) per prodotti di nicchia.
Il dettaglio degli Altospendenti , tra parentesi la media nazionale dei non altospendenti:

Atti di acquisto                       4 volte al mese (media nazionale 1,5)

Scontrino medio                       8,40 € (media nazionale 6,63 €)

Acquisto medio annuo             373 € (media nazionale 109 €)

Conosciuti i clienti di riferimento passiamo ai fornitori…

Va da se che nel nostro negozio non proporremo salumi che si trovano nella grande distribuzione, autogrill ecc perché otterremmo come risultato la fuga dei clienti altospendenti ma selezioneremo produttori in grado di fornirci eccellenze prodotte in quantità limitate che all’assaggio faccia dire… azz!! Che roba.
I nostri fornitori utilizzano materie prime altamente selezionate, nazionali, controllano i loro fornitori e le loro produzioni costantemente, non utilizzano conservanti ed additivi e, se per obbligo di legge, devono farlo ne impiegano quantità molto limitate, danno la possibilità di visitare i propri laboratori ed hanno produzioni limitate.
Certo trovare questi produttori non è semplice ed ottenere le loro forniture ancora più difficile ma lavorandoci sopra e programmando la produzione e le consegne potremmo esporre nei nostri negozi “gioielli” che incrementeranno il fatturato, lo scontrino medio ed aumenteranno la fidelizzazione dei nostri clienti… alla faccia della crisi!!
Quindi ricapitolando, puntiamo sui salumi da taglio collaborando con piccoli fornitori selezionati e coccolando i clienti altospendenti.
Ultimo spunto di riflessione, la fornitura dei salumi Italiani al mercato russo vale circa 20 milioni di euro, salumi già pronti per la vendita che i produttori non possono tenersi sul groppone e che probabilmente saranno svenduti alla grande distribuzione che li metterà in “offerta” costante con conseguente riduzione del mercato dei negozi tradizionali che propongono prodotti commercializzati nei supermercati.

Sandro Tomei