martedì 16 settembre 2014

SAPORE DI SALE...


Vi siete mai chiesti del perché le carni salate e stagionate vengono chiamate salumi?

Voglio iniziare il post rispondendo a questa domanda;

SALUME  deriva dalla dicitura con  SALE e stava ad indicare preparati sia di carne che di pesce conservati grazie alla salatura.

Per sale era ed è di uso comune indicare il CLORURO DI SODIO meglio conosciuto come sale da cucina.

Il cloruro di sodio è molto abbondante in natura la maggior parte si trova disciolto nell’acqua marina ma si trova anche non disciolto in acqua ma in forma di aggregato cristallino concentrato in grandi quantità che costituisce il SALGEMMA  e che si estrae da vere e proprie miniere presenti in varie zone del pianeta.

Sale marino ad evaporazione solare,  viene ottenuto partendo dall’acqua del mare che viene convogliata in  vasche  di grande estensione e bassa profondità e sotto l’azione solare si ha l’evaporazione dell’acqua e conseguente concentrazione del sale.
Nella  prima fase di lavorazione avviene la precipitazione dei Sali di calcio, successivamente l’acqua marina ad alta concentrazione di sale viene spostata in altre vasche dove si ottiene la vera e propria precipitazione del cloruro di sodio.
Il sale precipitato viene raccolto con appositi macchinari e  “lavato” con acqua purissima per rimuovere impurità ed eventuali residui di Sali diversi dal cloruro di sodio.

Sale marino ad evaporazione indotta, in questo caso non si utilizza l’energia solare per separare il sale dall’acqua ma sistemi chimico-fisici.
All’inizio della lavorazione l’acqua salata è trattata chimicamente per eliminare i Sali di calcio e di magnesio ed ottenere un acqua con forte concentrazione  di cloruro di sodio.
L’estrazione  del sale viene ottenuta facendo evaporare l’acqua con la temperatura oppure separando il sale dall’acqua con la tecnica dell’osmosi inversa.

Salgemma, esistono dei giacimenti di cloruro di sodio allo stato solido, residui di antichi mari, dove si può estrarre il sale con mezzi meccanici.
Il cloruro di sodio viene estratto in grossi blocchi che vengono successivamente macinati e se destinato all’alimentazione umana viene raffinato con la stessa tecnica utilizzata per la produzione del sale marino.
Altra tecnica di estrazione consiste nell’ iniettare in miniera grandi quantità di acqua, recuperarla e lavorare la salamoia ottenuta.

Da sempre una delle priorità dell’umanità e la conservazione del cibo per averne disponibilità anche in periodi di magra.

Le principali tecniche di conservazione della carne, utilizzate sin dall'antichità ed in uso ancora oggi, consistono nell'eliminare il più possibile l’acqua dagli alimenti per ridurre lo sviluppo dei batteri che ne provocano il deterioramente.
I metodi principalmente utilizzati sono  essiccazione al sole, esposizione al calore o salatura.

La salatura della carne sottrae l’acqua necessaria alla vita ed allo sviluppo dei microrganismi ed interviene anche nei processi che regolano la fermentazione dei salumi che con  giusta temperatura ed umidità favoriscono lo sviluppo di enzimi e batteri favorevoli alla trasformazioni delle carni fresche in salumi sviluppando le caratteristiche note aromatiche.

La presenza del sale da gusto ,sapidità e consistenza ai salumi infatti un basso contenuto di sale diminuisce la “tenacia” e la pastosità delle carni oltre a limitarne i tempi di conservazione.

Dal punto di vista salutistico c’è un forte invito da parte dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) al ridurre in consumo di sale al fine di prevenire le patologie legate ad un eccessivo consumo di sodio.

In Italia il consumo giornaliero di sale per persona è di circa 15 grammi mentre l’OMS raccomanda di non superare i 5 grammi giornalieri, per completezza di informazione ricordo che un grammo di sale apporta 0,4 grammi di sodio.

Anche se l’apporto di sodio deriva soltanto da una piccola parte dai salumi molti produttori stanno attuando tecniche di lavorazione per ridurre il contenuto di sodio per allinearsi alle indicazioni dell’ OMS.

Gli accorgimenti principalmente consistono nel sostituire il cloruro di sodio con altri Sali a più basso contenuto di sodio come ad esempio il potassio cloruro ,il calcio cloruro od il sodio lattato.

Questi elementi hanno l’inconveniente di apportare al salume un retrogusto amaro ed acido od un eccesso di gusto salato  e spesso in lavorazione vengono aggiunti degli zuccheri per contrastare questi sapori.

Altri produttori, generalmente piccoli artigiani, stanno risolvendo la cosa in modo diverso agendo sulle temperature e sui tempi di stagionatura  partendo, ma questo molti già lo facevano, da una materia prima di alta qualità che permette di ridurre la quantità di sale necessaria a dare sapore e sapidità ai salumi.

L’utilizzo di Sali , con  basso contenuto di sodio , esempio il sale di Cervia, contribuisce decisamente a rispettare le indicazioni dell’OMS ma hanno anche un effetto collaterale positivo ed è quello di produrre dei salumi dove il sapore delle carni e delle spezie è predominante e non è coperto dal gusto salato tipico di molti salumi industriali.